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I “santi sociali” come educatori
12.05.2008

Centro Culturale Pier Giorgio Frassati

Fondazione Centro Studi Augusto Del Noce - Savigliano

Centro Studi Don Giacomo Soleri - Saluzzo

Uciim (Unione Cattolica Italiana Insegnati Medi) - Sez. di Bra

I “santi sociali” come educatori

Carità e istruzione nel Piemonte dell’Ottocento

 

Venerdì 23 maggio presso l’Aula Magna dell’Istituto Salesiano “San Domenico Savio” di Bra, alle ore 21, verrà presentato il  libro di Giorgio Chiosso, “Carità educatrice ed istruzione in Piemonte. Aristocratici, filantropi e preti di fronte all’educazione del popolo nel primo ‘800. L’iniziativa è curata dal Centro Culturale Pier Giorgio Frassati, dalla Fondazione Centro Studi Augusto Del Noce di Savigliano, dal Centro Studi Don Giacomo Soleri di Saluzzo, dalla Sezione braidese dell’Uciim, con la collaborazione delle Scuole salesiane, del Convitto della Provvidenza e della Commissione Scuola Unità Pastorale 50. Interverranno: Giorgio Chiosso (docente di Pedagogia generale, Università di Torino), Sergio Soave (docente di Storia contemporanea, Università di Torino), Paolo Bulgarini (presidente Uciim - Bra)

 

 

Il libro

All’inizio dell’Ottocento si poteva ancora vivere onorevolmente senza padroneggiare la lettura e la scrittura o anche sapendo soltanto leggere a stento e firmare un documento. Pochi decenni dopo, invece, l’individuo analfabeta o parzialmente tale veniva giudicato un intralcio al progresso sociale ed economico. Anche nel Piemonte tra Restaurazione e Risorgimento si determina il passaggio da una società che tollera l’ignoranza a un’altra, nella quale è indispensabile leggere, scrivere e far di conto. Tale cambiamento vede attivi numerosi protagonisti: sono uomini di Chiesa, aristocratici e filantropi, impegnati a sconfiggere l’ignoranza  e a migliorare -attraverso la scuola- le condizioni di vita dei ceti popolari.

Il libro di Giorgio Chiosso ricostruisce le principali problematiche educative di quegli anni, soffermandosi sui dibattiti politici e pedagogici e sulle varie strategie messe in campo: scuole infantili, elementari per adulti, scuole femminili, oratori giovanili, corsi professionali, interventi per la formazione professionale dei maestri. Al centro di molte di queste esperienze stava una spiritualità attiva fondata su un’idea di carità operante che in alcune personalità (Tancredi e Giulia Falletti di Barolo, don Bosco) assumeva una fisionomia quasi imprenditoriale. Altri e diversi personaggi animano, tuttavia, il quadro: Rosmini, Aporti, Cavour, Bon Compagni, Reyneri, Berti. Figure il cui nome è indissolubilmente legato a pagine significative della storia piemontese e italiana e che sono accomunate dalla passione educativa, animata da ideali e valori diversi e a volte conflittuali. Sulla base dell’ampia documentazione, che concerne anche l’organizzazione della scuola laica e pubblica, Chiosso prospetta -come chiave interpretativa- la ragionevole ipotesi che siano in parte da riconsiderare quelle tesi che hanno tradizionalmente associato l’espansione della consapevolezza educativo-istruttiva, in realtà, ad un unico sistema di valori. 

 

Giorgio Chiosso

Carità educatrice ed istruzione in Piemonte

Aristocratici, filantropi e preti di fronte all’educazione del popolo nel primo ‘800

SOCIETA’ EDITRICE INTERNAZIONALE - TORINO, 2007

 

 

Giorgio Chiosso è professore ordinario nella Facoltà di Scienze della Formazione dell’Università di Torino dove insegna Pedagogia Generale e Storia dell’Educazione. Dal 1998 al 2005 è stato direttore della rivista “Scuola Italiana Moderna”. Fa parte del Comitato Direttivo della rivista “Nuova Secondaria” e collabora alle principali riviste pedagogiche italiane e straniere.  In campo storico il prof. Chiosso ha compiuto numerosi studi sull’evoluzione del sistema formativo italiano tra Otto e Novecento, soffermando la propria attenzione sugli orientamenti culturali prevalenti nella vita scolastica a cui ha dedicato il volume L’educazione nazionale da Giolitti al primi dopoguerra (1983). Altre ricerche hanno riguardato l’apporto dei cattolici allo sviluppo della scuola italiana tra Otto e Novecento con particolare attenzione al secondo dopoguerra (I cattolici e la scuola dalla Costituente al centro-sinistra, 1988). Nel 2001 ha pubblicato un Profilo storico della pedagogia cristiana in Italia (XIX e XX secolo).Per quanto attiene agli aspetti pedagogico-sociali e politico-scolastici il prof. Chiosso si è occupato, dei rapporti tra cultura del lavoro e istruzione secondaria (Cultura, lavoro e professione, 1981) e, in seguito, ha approfondito le motivazioni, le dinamiche e l’organizzazione dell’autonomia delle scuole (L’autonomia delle scuole, 1997, in collaborazione con Alessandro Pajno e Giuseppe Bertagna). Queste tematiche si sono intrecciate, ultimamente, con l’attenzione prestata ai temi della cittadinanza e della convivenza con riflessioni sui rapporti tra etica comune, “virtù civiche” e formazione del carattere (Teorie dell’educazione e della formazione, 2004).       

Sergio Soave è professore di storia contemporanea all’Università degli Studi di Torino e collabora con numerose riviste del settore. Ha studiato i problemi del movimento cattolico (Fermenti modernisti e democrazia cristiana in Piemonte, “Premio Bonavera” per giovani storici), delle antonimie regionali (Mito e cultura dell’autonomia, 1979) e del movimento socialista (Socialisti e comunisti nelle campagne, 1979). Ha scritto una biografia di Chabod (Federico Chabod politico, 1989). Un altro filone di ricerca riguarda gli “eretici del comunismo”: in questo ambito ha curato il volume Un eretico della sinistra: Angelo Tasca dalla militanza alla crisi della politica (1995) e pubblicato il recente Senza tradire, senza tradirsi. Silone e Tasca dal comunismo al socialismo cristiano (2005, “Premio Aqui Storia” 2006). Dal 1983 al 1992  e, successivamente, dal 1996 al 2001 è stato deputato al Parlamento. Dal 1996 al 2004  ha ricoperto la carica di sindaco della città di Savigliano.

 

 


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