Quale protezione civile per il paese?
Convegno dei Democratici di Sinistra a Roma.
Si è svolto a Roma lo scorso trenta di Giugno, presso l'ex Hotel Bologna, il convegno sulla Protezione Civile organizzato dal nostro partito. Il seminario, coordinato da Marco Minniti ha riscosso un successo veramente notevole, a testimonianza dell'interesse che il tema della sicurezza suscita sia fra gli addetti ai lavori sia fra i cittadini. Hanno partecipato tra gli altri il professor Barberi, il dott. Bertolaso, i senatori Pascarella, Gasbarri, Manfredi, il prefetto Morcone, il dott. Di Passio, membro della Corte dei Conti, il dott. D'Alessio, e i rappresentanti dei tre sindacati confederali.
La grande attenzione dei partecipanti e il numero degli iscritti a parlare hanno reso necessaria la decisione di pubblicare gli atti del convegno, di modo da dare a tutti coloro che hanno assistito, la possibilità di veder rappresentato il proprio contributo. Conseguenza del lavoro sin qui svolto dal nostro partito, e vista la qualità del dibattito, sarà il potenziamento di un gruppo di lavoro che avrà come obiettivo la presentazione di un progetto di legge in grado di riordinare la materia inerente Protezione Civile e Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, che dovrà essere pronto per l'autunno.
Come ha sottolineato Marco Minniti nel discorso di chiusura del lavoro, il fatto che la partecipazione sia stata trasversale, è indice dell'importanza della materia, che dovrebbe superare la contrapposizione di parte. Una buona protezione civile dovrebbe essere patrimonio del paese, al di là degli avvicendamenti di governo, cosa che ovviamente quello in carica non ha compreso, liquidando l'esperienza di riforma del sistema rappresentato dall' Agenzia di Protezione Civile, il cui abbandono ha preceduto ogni reale prova di efficacia. La necessità di costruire il miglior sistema possibile di prevenzione del rischio, come sottolineato da Franco Barberi, implica il contributo di tutti i soggetti coinvolti, dal volontariato al Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, soprattutto chiarendo in modo definitivo chi debba fare cosa, evitando, per il futuro, inutili sovrapposizioni di competenze.
Dal modello di paese che si vorrà costruire dipende anche il modello di Protezione Civile adottato: più che una semplice ipotesi dovrebbe essere il decentramento sul territorio non solo della gestione delle emergenze, ma anche della fase di ricostruzione, sul modello degli interventi in Umbria e nelle Marche. Certamente, nonostante le inopportune dichiarazioni del Presidente del consiglio all'indomani del terremoto del Molise, l'adozione di un modello di gestione dell'emergenza collaudato per la prima volta durante la legislatura gestita dall'Ulivo, conforta e conferma il fatto che in quel caso la strada intrapresa era la più giusta, soprattutto per il cittadino.
Non ultimo tra i settori nei quali il lavoro della Protezione Civile del futuro dovrà essere potenziato è quello della individuazione e prevenzione del rischio. Un esempio lungimirante di coordinamento tra amministrazione pubblica e ricerca scientifica è la collaborazione tra Barberi e la Regione Campania, che sta portando al riordino e riduzione della presenza umana nella fascia circumvesuviana.
Obiettivo del progetto di legge allo studio del gruppo di lavoro formatosi dovrebbe essere il riordino definitivo e complessivo della materia, ottenendo una sintesi che contempli l'utilizzo delle qualità di ogni soggetto operante nel settore: volontariato e vigili professionisti, privato sociale, enti locali, istituti di ricerca e università, creando un progetto globale della sicurezza, in grado di diffondere cultura della prevenzione, efficace gestione dell'emergenza, sicura e certa ricostruzione di medio e lungo periodo.
Un fraterno saluto
Antonio Dell'Omodarme